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Il Caso
Immigrati, basta con il buonismo del centrosinistra
Per colpa delle politiche sociali del centrosinistra, improntate su di un falso umanitarismo ed un deleterio buonismo, da noi non si è ancora verificata una reale integrazione tra cittadini italiani ed immigrati.
La provincia di Pordenone - nella quale la presenza straniera sta raggiungendo il 10 per cento della popolazione residente - non ha bisogno di queste falsità, le quali non fanno bene né a noi italiani né agli immigrati stessi. Bisogna attuare invece una vera e propria integrazione.
Si deve far capire loro che la nostra provincia non è una prateria nella quale ci si può accampare disordinatamente. Non bisogna creare ghetti, ovvio, ma se gli immigrati trovano conveniente venire qui da noi, allora devono accettare le nostre regolare sociali, i nostri usi e le nostre consuetudini.
Inoltre la questione sicurezza, nervo scoperto del territorio pordenonese, deve passare necessariamente prima attraverso un rapido ripristino della legalità, incominciando dal rispetto delle elementari regole di civile convivenza che fino ad oggi s’è preferito mandare nel dimenticatoio. Lo dobbiamo fare, per il futuro dei nostri figli, per la tutela di ciò che abbiamo di più caro.
L’Opinione
FVG, c’è bisogno di un Piano Casa
Bisogna sviluppare un “Piano Casa”, già in vigore in diversi Paesi europei, capace di rilanciare l’edilizia convenzionata offrendo soprattutto alle giovani coppie, alle famiglie e a quanti operano all’interno delle Forze Armate e di Polizia la possibilità di accedere ad immobili con prezzi agevolati.
Inoltre, è necessario elevare la soglia di reddito per il “Buono Casa” e rivedere i criteri di assegnazione degli alloggi ATER privilegiando i cittadini italiani, anche con dismissioni e vendite a riscatto.
Che uno straniero arrivi qui e prenda automaticamente la casa perché ha poco reddito ed una famiglia numerosa, non è giusto nei confronti degli italiani. Si tratta di un’ingiustizia favorita da queste liste basate su criteri per così dire “oggettivi”. Bisogna invece tutelare gli italiani, con una lista soggettiva che ne riconosca gli anni di contributi versati.
L’Obiettivo
Più risorse per i non autosufficienti
Il contributo giornaliero regionale del Friuli Venezia Giulia a favore delle persone non autosufficienti è metà di quello del Veneto e dell’Emilia Romagna.
Per questo, al contrario di quanto fa la giunta regionale di centrosinistra, è necessario destinare le risorse disponibili al sostegno delle famiglie che si fanno carico di queste situazioni di disagio.
Bisogna infatti predisporre interventi mirati all’innalzamento del contributo giornaliero per i non autosufficienti attualmente ospitati in Aziende per servizi alle persone.
Appuntamenti
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Newsletter n. 13
Mercoledì 9 aprile 2008
CONSIGLIO REGIONALE
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Segretario Commissione d’inchiesta Insiel
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