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Il Caso

 

Pordenone, territorio non solo friulano

 

La lingua friulana merita il massimo rispetto, data la sua ricca e variegata letteratura che deve essere giustamente insegnata a scuola. Essa parla delle origini, della storia e della cultura di questa terra. Ma nel nostro territorio pordenonese c’è una ricchezza linguistica notevole, vista la diffusione a macchia di leopardo di parlate friulane e venete, le quali in alcuni casi si sono addirittura fuse.

 

La nuova legge regionale sul friulano voluta dal centrosinistra imporrà invece anche da noi un bilinguismo simile a quello dell’Alto Adige, ma di cui la gente non sente il bisogno. Volendo preservare il friulano, si corre quindi il rischio di imporre un monopolio linguistico a discapito delle parlate venete.

 

A riprova di questa specificità della destra Tagliamento, la bassa percentuale con cui le famiglie pordenonesi hanno scelto per i propri figli l’insegnamento della sola lingua friulana per il prossimo anno scolastico, come recentemente reso noto dagli uffici scolastici. 

 

 

L’Opinione

 

Basta “guerre” tra ospedali

 

Bisogna opporsi alla decisione della giunta regionale di centrosinistra di svilire l’ospedale pordenonese, togliendogli risorse ed eccellenze. La giunta regionale ha infatti cercato di far partire una “guerra tra poveri” con Maniago, San Vito e Spilimbergo.

 

Ma mettiamoci nei panni del cittadino, il quale ha il diritto di sapere dove può trovare le cure più efficaci e realizzate con la migliore efficienza. Magari vive in pedemontana, ma gli è inutile avere l’ospedale vicino casa se quella struttura non può intervenire adeguatamente sulle sue malattie.

 

 

L’Obiettivo

 

Legalità da ripristinare

 

La questione sicurezza, nervo scoperto del territorio pordenonese, deve passare necessariamente prima attraverso un rapido ripristino della legalità, incominciando dal rispetto delle elementari regole di civile convivenza che fino ad oggi s’è preferito mandare nel dimenticatoio.

 

Lo dobbiamo fare, per il futuro dei nostri figli, per la tutela di ciò che abbiamo di più caro. Permettere ad alcune categorie sociali - tra cui ad esempio diversi immigrati - di non accettare le nostre regole e consuetudine sociali, come fa il centrosinistra con deleterio buonismo, non aiuta la loro integrazione e mina alla base le regole della convivenza civile.

 

 

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Newsletter n.9

 

Venerdì 21 marzo 2008

 

 

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